Dominique Schnapper (Parigi, 9 novembre 1934) è una sociologa e politologa francese esperta di storia delle religioni.

Biografia

È figlia di Raymond e Suzanne Aron, e moglie di Antoine Schnapper, dal quale ha avuto tre figli. Ha frequentato la facoltà di storia e scienze politiche all'Istituto di studi politici di Parigi (Sciences Po). Nel 1967 ha conseguito il dottorato in sociologia all'Università di Parigi. Dal 1980 è direttrice di studi all'École des hautes études en sciences sociales (EHESS).

È una studiosa e professoressa di sociologia. I suoi studi sociologici sono stati in maggior parte storici, ma si sono spostati da indagini su minoranze e lavoro ad altre sulla cittadinanza e nazionalità. È stata membro del consiglio costituzionale francese dal 2001 al 2010. È stata nominata cavaliere della Legion d'onore e ufficiale dell'Ordre des arts et des lettres. Dominique Schnapper si occupa principalmente di sociologia storica, così come sulle minoranze, la disoccupazione, il lavoro e la sociologia urbana, e dal 1990 anche sul concetto di nazione e cittadinanza.

Istruzione

  • Diploma dell'Institut d'études politiques de Paris, 1957
  • Dottorato in sociologia, Università di Parigi, 1967
  • Dottorato in lettere, Università di Paris V, 1979

Fonti

  • Olivier Roy Islam alla sfida della laicità

Altri progetti

  • Wikiquote contiene citazioni di o su Dominique Schnapper
  • Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Dominique Schnapper

Collegamenti esterni

  • Opere di Dominique Schnapper, su MLOL, Horizons Unlimited.
  • (EN) Opere di Dominique Schnapper / Dominique Schnapper (altra versione), su Open Library, Internet Archive.
  • (FR) Pubblicazioni di Dominique Schnapper, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.

Dominique Schnapper s’inquiète de la fragilité du projet démocratique

Dominique Schnapper, fille de Raymond Aron « A gauche, les

DOMINIQUE SCHNAPPERSociologue renomméeLes désillusions de la

Dominique Schnapper Prix littéraire ParisLiège

Dominique Schnapper «Les démocraties aussi peuvent mourir»